| MACCHINA FOTOGRAFICA ANTIAGGRESSIONE
Il guanto
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ATTENZIONE. La realizzazione di quanto riportato in questa pagina
è pericoloso sia per voi che per gli altri, inoltre l'uso ed il
possesso di questi strumenti è probabilmente illegale anche nel
vostro paese. Consiglio quindi di NON PROCEDERE alla realizzazione fisica
per non avere/provocare ferite, danni permanenti se non la morte. Queste
pagine sono da considerare esperimenti sulle alte tensioni e considerazioni
sul comportamento umano. L'autore non risponde comunque di eventuali danni
fisici, temporanei, permanenti o letali, perdite di guadagno, reddito,
possesso, provocati dall'applicazione di quanto riportato in questa pagina.
Anni fa lessi su un noto quotidiano che un'azienda
costruttrice di casseforti vendeva una cassaforte da incasso che si nascondeva
dietro agli interruttori del lampadario, quelli che si trovano
a fianco di tutte le porte per intenderci. "Una bella idea"
mi dissi.
Dopo qualche mese lessi sullo stesso quotidiano che in un appartamento
i ladri avevano sfasciato tutti gli interruttori alla ricerca di tale
cassaforte. Il motivo è ovvio, se dici a tutti che li dietro potresti
trovare una cassaforte è normale che ci guardino.
La morale è che una bella idea si è rivelata un fiasco per
motivi commerciali. Se non fai conoscere non vendi ma sei fai conoscere
non raggiungi lo scopo.
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Il guanto/taser indossato
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Torniamo a noi, ipotizziamo che avete comprato un taser commerciale, uno
di quelli che erogano 60000 Volt. State rincasando a piedi ed improvvisamente
vi aggrediscono, uso il taser direte voi ma considerate che:
- vi anno aggredito e quindi vi hanno colto di sorpresa
- probabilmente vi hanno anche dato un pugno quindi siete in parte storditi
- il taser l'avete in tasca o nella borsetta nel qual caso sperate di
avere ancora la borsetta in mano o di aver accesso alle tasche
- il taser è da accendere, dubito l'aggressore vi lasci il tempo
di trovare l'interruttore
- ipotizzando che siate riusciti a prenderlo se prima di utilizzarlo vi
arriva un altro pugno ben assestato il taser è già volato
fuori dalla vostra portata.
Detto questo anche se il taser fosse il più potente gadget
da autodifesa all'atto pratico riuscirebbe a fare ben poco. Come la
cassaforte che ho nominato prima è stato un fallimento per motivi commerciali
il taser commerciale è a mio parere inefficace per motivi pratici.
Riprendiamo le nostre considerazioni, il taser ha il difetto che
quando mi aggrediscono non l'ho in mano, non è acceso, comunque
potrei perderlo. Basterebbe allora legarselo alla mano con un po di
nastro adesivo e tenerlo sempre acceso. Si ma questo oltre a risultare
decisamente scomodo ci porterebbe a perdere tutti gli amici a forza
di elettroshock. C'è una via di mezzo, rendere l'accensione del
taser agevole e integrarlo in un capo di abbigliamento comune, un guanto.
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La traccia del guanto
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Per la precisione ho pensato ad una fascia.
Sul dorso c'è posto per l'elettronica e sul palmo i due elettrodi
.
Per meglio seguire l'andamento curvilineo del dorso della
mano ho diviso in 2 il circuito elettronico, da una parte le 2 batterie
AAA e dall'altra l'elevatore di tensione.
Il tutto è molto funzionale, si possono fare azioni comuni come guidare
un'auto, telefonare, maneggiare utensili o comunque oggetti in quanto
non siamo a spasso per cercare di essere aggrediti, qualcosa da fare
l'avremo sicuramente.
Per l'accensione ho utilizzato un jack mono con presa da pannello
provvista di deviatore. In questo modo per accendere questo taser casalingo
dobbiamo togliere, e non mettere, il jack dalla sua sede. L'operazione
è estremamente semplice e veloce, la si può eseguire anche senza avere
la vista del guanto o utilizzando i denti (il jack è connesso al lato
in bassa tensione dell'elevatore, non preoccupatevi). Un elastico permette
di non perdere il jack per poterlo spegnere, ricordiamoci che chiudere
la mano a pugno corrispondere a subire la scarica noi stessi.
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Il palmo con gli elettrodi
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Come elettrodi ho creato una croce in plastica con avvolto una
treccia dissaldante. il tutto cucito con filo, ovviamente, non conduttore.
Facendo attenzione a non avere sul lato interno parti scoperte si può
usare sostanzialmente qualunque materiale od oggetto come elettrodo.
in particolare penso sia da valutare l'ipotesi di utilizzare carta stagnola
incollata, si dovrebbe raggiungere una vestibilità superiore a quella
del mio prototipo.
Avendo la possibilità di cucire la pelle sicuramente si otterrebbe
un risultato esteticamente più gradevole. Fallimentare è invece risultata
l'idea di utilizzare un guanto commerciale. Il dorso risulta sempre
troppo piccolo ed è a dir poco problematico cucire tutto a dovere.
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Nonostante il guanto si possono eseguire operazioni anche molto
utili
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Per legare il guanto alla mano ho utilizzato delle
fasce in velcro cucite, 2 striscie di qualche centimetro permettono di
avere una buona vestibilità e di adattarsi a tutte le mani. In foto la
mano della mia ragazza che chiama il 113 a scopo dimostrativo, non la
stavo aggredendo.
Tutto sommato direi che il guanto/taser è efficace.
Risolve la maggior parte dei problemi del taser commerciale ma il suo
vantaggio maggiore è che non ne preclude l'utilizzo. Se uno il taser proprio
lo vuole questo guanto non gli impedisce di utilizzarlo.
Mi è stata mossa la critica che con solo 600V devo
toccare l'aggressore in un punto non coperto da vestiti (mano, volto,
braccia è indifferente). E' vero e probabilmente è il suo lmite maggiore
ma se elevo la tensione di utilizzo la scarica la becca chi indossa il
guanto, quindi meglio fernarsi ai 600V che comunque vi garantisco fanno
male.
Ripeto nuovamente che realizzare quanto ho scritto
è estremamente pericoloso, sia per chi lo costruisce che per chi vi è
intorno, inoltre il possesso di tale oggetto è probabilmente illegale
nel ostro paese: Considerate il tutto come un esecizio di bricolage ed
una riflessione sulla psicologia umana.
Alla prossima
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